TOTAL WAR: ROME II – Recensione

Game Info

 

L’antica Roma, come non l’avete mai vista prima.

Siamo nell’ anno 9 Dopo Cristo e l’esercito romano ha appena subito una delle sconfitte più grandi a memoria d’uomo. Mentre Publio Quintilio Varo attraversa la foresta di Teutoburgo con il suo esercito, le forze germaniche comandate dal principe dei Cherusci, Arminio (nato in Germania ma cresciuto a Roma, e quindi a conoscenza delle debolezze dell’esercito romano) attaccano senza pietà.

Chi conosce la storia sa che per le truppe di Publio Quintilio non c’è speranza, e che quindi la fuga è l’unica soluzione possibile. Ma non temete, questa non è un’interrogazione scolastica:  Total War: Rome II è pur sempre un videogame. Ma si tratta a ogni modo di un videogame estremamente preciso nel raccontare eventi realmente accaduti nella Roma antica, che attraverseranno il corso della storia romana dall’epoca repubblicana sino all’età imperiale. E trattandosi appunto di un titolo strategico in tempo reale davvero enorme, la scelta degli sviluppatori è stata quella di donare al titolo la maggior verosimiglianza storica possibile, concentrandosi sulle battaglie, senza dimenticare la giusta dose politica e diplomatica.

La visuale a volo d’uccello ci mostra la mappa in tutta la sua magnificenza, con la varietà dei territori e la loro morfologia unica, i piccoli accampamenti e le città (queste ultime, superano in grandezza e numero quelle già notevoli del precedente capitolo). Le regioni nella mappa della campagna principale sono costituite a loro volta dalle province, e nostro compito primario sarà quello di riuscire a controllarne il maggior numero possibile, al fine da divulgare gli editti e comandare l’appropriamento degli insediamenti. Ma non solo: Rome II introduce la possibilità di vivere in prima persona le battaglie, grazie a una telecamera sapientemente piazzata alle spalle delle unità in combattimento, garantendo un maggiore coinvolgimento durante gli scontri tra eserciti (nel prodotto finale sono presenti oltre 117 fazioni). Ed è proprio durante gli scontri che il titolo degli Creative Assembly mostra i decisi passi avanti rispetto al predecessore: una volta selezionato l’esercito,  la mappa della campagna sfuma e viene sostituita da quella del campo di battaglia, che mostra un livello di dettaglio mai visto prima in un titolo del genere, soprattutto per quanto riguarda il numero di unità su schermo.

Il compito primario è chiaramente quello di sconfiggere in toto l’esercito nemico e di conseguenza far nostro l’insediamento di turno. Una volta raggruppate le armate in un’unica formazione, o divise in due o più unità multiple, le vedremo attaccare o difendere in modo assolutamente autonomo. Che sia la cavalleria, i lancieri o le unità d’assalto (oltre ovviamente ai classici legionari e centurioni romani) l’IA degli alleati e degli avversari è realmente sorprendente, regalando la sensazione di essere parte di una grande guerra campale. E, come accennato poche righe più alto, è possibile zoomare su ogni singola sequenza del combattimento, osservando da molto vicino l’esito degli scontri, con tanto di cadaveri che a mano a mano ricoprono il campo di battaglia. L’interfaccia utente personalizzata per ciascuna fazione ben si sposta con la “line of sight”, un sistema grazie al quale le truppe vedono solo le unità avversarie che si trovano effettivamente nel loro raggio visivo (ad esempio, una collina o un rialzamento del terreno possono tranquillamente rendere inefficace un attacco). Ma ovviamente, non si tratta solo di dare il via a battaglie all’ultimo sangue: gli insediamenti contengono al loro interno le strutture e l’oggettistica necessaria ad acquisire nuove unità, curandole nel caso queste subiscano danni consistenti da parte dell’avversari. Dentro gli insediamenti alleati, inoltre, potranno anche essere costruiti nuovi edifici atti ad espandere i territori in nostro possesso, fortificando allo stesso tempo anche gli accampamenti, in attesa di una nuova azione militare. La possibilità di stringere accordi diplomatici, effettuare scambi commerciali o addirittura spiare le  popolazione limitrofe, mostra come il sistema gestionale messo in atto da Creative Assembly permetta un ventaglio ancor più grande di opportunità. E se vi state chiedendo quanto il lato “cinematografico” di Total War: Rome II abbia influito sul comparto estetico del gioco, SEGA ha decisamente fatto le cose in grande, affinché l’incredibile atmosfera bellica permeasse ogni aspetto del gioco. Dai dettagli di armi e scudi, sino alla resa dei volti dei centurioni romani, delle ambientazioni rurali ed urbane, oltre a una regia virtuale degli scontri che non lesina in effetti speciali ed inquadrature ad effetto. Ed il carismatico generale Gaius Fulvius Silanus è doppiato nientemeno che dall’attore Mark Strong (per chi non lo ricordasse, è stato il cattivo nel primo Kick-Ass e nell’episodio numero uno di Sherlock Holmes).

Insomma, Total War: Rome 2 è un banchetto irresistibile per ogni appassionato di titoli strategici in tempo reale, assolutamente impeccabile dal punto di vista tecnico ed altrettanto da quello meramente ludico. I variegati aspetti bellico gestionali del gioco ben si sposano con un’interfaccia più snella rispetto al precedente episodio, garantendo ore ed ore di divertimento. “Veni, vidi, vici”. E’ proprio il caso di dirlo.

 

Marcello Paolillo

 

 

 

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